Le pittule – o pettole, come vengono chiamate in alcune parti della Puglia – sono molto più di una semplice ricetta. Questi deliziosi bocconcini di pasta fritta rappresentano uno dei simboli più autentici e golosi della tradizione natalizia pugliese. Non c’è festa dell’Immacolata Concezione o Natale che si rispetti senza un bel piatto di pittule calde e fragranti da condividere con amici e parenti, magari nel mentre che ci si cimenta con gli addobbi di Natale.
Origini e tradizioni natalizie
La storia delle pittule affonda le sue radici in tempi remoti, quando le famiglie pugliesi, all’avvicinarsi del periodo natalizio, si riunivano nelle cucine di casa per preparare questi semplici ma gustosi bocconcini. Secondo la tradizione, la preparazione delle pittule inizia la sera del 7 dicembre, alla vigilia della festa dell’Immacolata e segna simbolicamente l’inizio del periodo natalizio. L’aria si riempie del profumo invitante di queste piccole frittelle immerse nell’olio caldo e del loro sfrigolio nelle padelle. Le pittule erano – e sono ancora oggi – un vero momento di condivisione e allegria. Vengono spesso preparate nelle piazze durante le sagre e gli eventi natalizi, dove il profumo pervade le strade attirando grandi e piccini. Ogni famiglia ha la sua ricetta segreta, tramandata di generazione in generazione, e ogni paese ha la sua variante, arricchendola di un significato ancora più speciale.
La ricetta delle pittule
Le pittule sono un inno alla semplicità, fatte con pochi e semplici ingredienti: farina, acqua, lievito, sale e un po’ di pazienza. L’impasto deve riposare e lievitare finché non diventa soffice e gonfio, pronto per essere immerso nell’olio bollente. Il segreto sta tutto nella consistenza dell’impasto, che deve essere morbido e leggermente appiccicoso, in modo che le pittule risultino leggere e gonfie una volta fritte.
Il procedimento per formarle è altrettanto semplice: una volta che l’impasto è pronto, si prendono delle piccole porzioni con le mani o con un cucchiaio e si immergono direttamente nell’olio caldo. Le pittule si gonfiano in pochi secondi, diventando dorate e croccanti all’esterno, ma rimanendo soffici all’interno. Una volta cotte, si scolano su carta assorbente e sono pronte per essere gustate calde.
Varianti e ripieni: dal salato al dolce
Anche se la versione più semplice delle pittule è già deliziosa, le varianti non mancano! Esistono infatti pittule dolci e salate, per accontentare tutti i gusti. Tra le versioni salate, quelle più diffuse sono alla pizzaiola, arricchite con acciughe, olive, capperi e pomodori, per dare un tocco di sapidità e carattere. In alcune zone della Puglia, si aggiungono anche verdure come broccoli, cavolfiori o cime di rapa.
E poi ci sono le pittule dolci, spesso servite alla fine del pasto come dessert. In questo caso, le frittelle vengono spolverate di zucchero o immerse nel miele, e il risultato è una piccola delizia.
In Puglia, il Natale inizia con il profumo delle pittule che si diffonde nell’aria e il vero spirito di questa ricetta rimane invariato: si tratta di un piatto semplice, che racchiude in sé il calore e la gioia della convivialità. E se le mode gastronomiche cambiano, il piacere di addentare una pittula appena fritta, ancora calda e croccante, resta sempre.
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